Contraccademia

Racconti: viaggio nella pittura di Vito Valenzano

L’Arte come germoglio di condivisione. Nello spazio di Santa Teresa dei Maschi a Bari, il pubblico può contemporaneamente guardare una mostra e vedere artisti al lavoro o che discutono, chiunque potrà inserirsi nel dialogo, oppure osservare come nasce un’opera: un vero e proprio condominio dell’arte.

Sempre più artisti stanno sposando il progetto della Contraccademia: tra gli ultimi arrivati c’è Vito Valenzano, di Gravina in Puglia.

Già da piccolo mostrava una spiccata predisposizione per le Arti Figurative, che vengono messe in risalto poi durante gli studi. Attraverso i grandi Maestri del passato apprende i primi insegnamenti, in età più avanzata segue un corso di disegno e pittura scoprendo e sperimentando le tecniche pittoriche d’avanguardia. Amante della natura e della sua stessa terra, e da essi che trae gli spunti principali d’ispirazione, ha partecipato a numerosi manifestazioni Artistiche Nazionali ed Internazionali ottenendo il consenso positivo delle giurie.

Prima di porgli alcune domande per conoscerlo meglio, ecco un piccolo viaggio nella sua pittura.

 

 

 

Ciao Vito! Parlaci un po’ di te: da dove nasce la tua passione per l’arte e cosa ti ispira?

L’amore per l’arte è innata, si nasce con l’arte nell’anima e nel cuore, secondo me, infatti sin da piccolo mi è sempre piaciuto imitare un’immagine, una scena che la natura mi regalava, prati, fiori, boschi. Sì, è proprio la natura che ispira prevalentemente la mia pittura.

Che lingua parla la tua Arte?

La lingua dell’arte dovrebbe avere una lingua universale, in maniera tale che tutti ne possano catturare l’essenza, io cerco di adottare un linguaggio semplice fatto di accostamenti di colore e di immagini semplici affinché catturino l’osservatore.

A cosa stai lavorando in questo periodo?

Il mio lavoro non cambia, i miei progetti sono sempre quelli, vivere e sognare di fare arte, di fare sempre quello che mi piace e da autodidatta posso usare il pennello come voglio, creare solo quello che la mia mano dettata dalla mia anima colora una semplice tela bianca, cerco l’essenziale, cerco soggetti e accostamenti di colore che possano trasmettermi e poi trasmettere emozioni.

Qual è il rapporto con Santa Teresa dei Maschi e con la Contraccademia?

Penso che non ci sia cosa più gradita di un gruppo di artisti che si confrontano con stili diversi, tecniche e culture diverse, ma uniti tutti per raggiungere lo stesso obiettivo, FARE ARTE. Ecco questo è per me.

Come ti sta influenzando artisticamente lavorare insieme e dipingere in una chiesa?

Lavorare insieme ad artisti direi che è un privilegio, perché ci si confronta e ci si consiglia, poi dove trovare un posto migliore di una chiesa dove regna il silenzio, la concentrazione e dove grandi artisti della storia hanno lasciato le loro opere? … è come fare un salto nel passato e indossare gli abiti giusti per creare opere meravigliose, io ne sono entusiasta.

Cosa ti piace di questo lavoro, cosa non ti piace e cosa cambieresti?

Essere artisti al giorno d’oggi è diverso rispetto al passato, oggi si può fare arte con qualsiasi materiale, direi che è più facile e nello stesso tempo complicato perché comunque devi esprimere quello che senti e nello stesso tempo devi catturare l’attenzione dell’osservatore.

Come utilizzi i social per raccontare la tua arte?

Il web gioca un ruolo fondamentale nella nostra vita quotidiana diciamo che è la prima vetrina d’esposizione che raccoglie giudizi immediati, mi sono dedicato una pagina fb intitolata “I MIEI DIPINTI” dove ho raccolto l’essenza della mia vita artistica e dove spero di continuare.

 

BIOGRAFIA

Ero solo un ragazzino circa 6/7 anni ero solito la domenica fare visita alla mia nonna paterna, poco distante mi piaceva osservare una vetrina dove nell’interno un distinto signore seduto su una sedia di paglia con al suo fianco un piccolo tavolino basso con sopra tanti vasetti colorati, pennelli, spatole e spatoline, con tanti tubettini e difronte a lui un cavalletto con sopra un pannello di legno su cui dipingeva veri capolavori. Intorno a lui le pareti erano tutte tappezzate di paesaggi campestri e urbani..immagini di vita, della sua vita e di contadini e di nobili signori. Ogni volta che passavo di li ne rimanevo incantato era diventato ormai il mio appuntamento fisso della domenica (dopo la nonna naturalmente). Una domenica avvenne una cosa bellissima il MAESTRO MICHELE MANGINO cosi si chiamava mi invita ad entrare ed a osservare da vicino quel posto fantastico, potevo toccare con mano quello che avevo visto solo da una vetrina per tantissimo tempo, per me fu come prendere le prime lezioni di arte, quel maestro mi fece innamorare dell’arte, quell’arte che io gia avevo nel mio cuore e che non sapevo come farla venire fuori, poi ho capito grazie ad una frase che il maestro mi disse capii quello che voleva dirmi….mi disse OSSERVA BENE , L’OCCHIO DI UN ARTISTA E’ DIVERSO DAGLI ALTRI, L’ARTISTA VEDE QUELLO CHE GLI ALTRI NON VEDONO. Quel giorno io ho capito quello che dovevo fare , ho capito che dovevo esprimere le mie emozioni dipingendo ….grazie MAESTRO MICHELE.

Cellulare: 340 46 73 814
e-mail: vitovalenzano@alice.it
vito.valenzano63@gmail.com

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