Contraccademia

Racconti: viaggio nella pittura di Monica Abbondanzia

monica abbondanzia
Continua anche questa settimana il nostro viaggio nella pittura degli artisti di Contraccademia. Si tratta di scivolare fra i colori delle tele, insinuarsi tra le storie dipinte e camminare tra una pennellata e l’altra, ritrovando tracce di sé.
 
Oggi vi presentiamo una new entry, si tratta di Monica Abbondanzia, pittrice originaria di Pescara, dal tratto sinuoso, energico, attraente… se per caso vi capiterà di passeggiare a Bari Vecchia e di visitare la mostra LIFE IN COLOR, a cura di Bibart e Contraccademia, non potrete non notare i suoi quadri e fermarvi a fissare le sue tele.
 
Marie Regard dice questo della sua arte: “Dotati di una vasta gamma di sfumature colorate, i personaggi di Monica emergono dalla sua immaginazione attraverso la sua lettura e le emozioni del momento. L’approccio dell’artista, incentrato sulla rappresentazione umana, ha lo scopo di rivelare i pensieri e i sentimenti che ognuno tiene dentro di sé, nel comune desiderio di conoscersi meglio.
 
Per fare questo, lavora i suoi ritratti secondo il principio dello svelato / nascosto per dare un nuovo modo di percepire alcuni elementi per nascondere meglio gli altri, e che si riflette sulla tela da una sottile composizione fatta di una giustapposizione di parti che sono a volte piatto e sostenuto, a volte solo delineato, che evidenzia con la scelta di una prospettiva ristretta.”
 
Interior designer e pittrice, Monica ha alimentato la sua passione per l’arte fin dalla sua prima giovinezza, più specificamente una volta che ha ricevuto una tavolozza di colori come regalo da suo padre. Da allora, non ha smesso di praticare ed esprimere le sue emozioni attraverso la sua tavolozza di colori. Grazie ai suoi numerosi corsi di formazione presso le scuole d’arte, e L’Istituto Superiore di Arte e Restauro di Roma, Monica ha acquisito un virtuosismo nella sua pratica, che oggi le permette di sentirsi a proprio agio nella realizzazione sia di dipinti, ritratti, trompe l’œil e affreschi. NEL 1998 fonda Artemis un’impresa per il recupero e il restauro e la decorazione di palazzi antichi. Dal 1999 al 2014 ha realizzato numerosi affreschi presso Palazzo Henrici di Chieti e residenze private, opere su commissione.
 
Stabilita nella provincia italiana di Lecco in Lombardia, dal 2015 Monica Abbondanzia ha avuto una svolta artistica con l’incontro dell’Artista e Maestro d’arte Massimo Bollani grazie al quale ha rafforzato le tecniche pittoriche ed espressive, sviluppando una visone più contemporanea della pittura. Sempre grazie alla collaborazione con il Maestro Bollani si è prodigata nella promozione del suo lavoro e di quello di altri artisti attraverso la collaborazione con Associazione Artistica Artee20 di Merate.
 
Attualmente collabora, oltre che con noi, anche con l’associazione Artistica Artevita di Montesilvano (PE), la galleria internazionale Carrè D’Artistes di Aix en-Provande, la Galleria Arteicontro di Montesilvano (PE), Smart coast Gallery Positano art Gallery.
Prima di porle alcune domande per conoscerla meglio, ecco un piccolo viaggio nella sua pittura:
Ciao Monica, da dove nasce il tuo amore per l’arte e da cosa trai ispirazione?
L’arte ha sempre fatto parte della mia vita.  Sicuramente è stata la passione di mio padre per l’arte e l’antiquariato a far germogliare in me il desiderio di creare e vivere pienamente la pittura. Saprei anche indicare l’evento preciso che fece battere il mio cuore per l’arte e la pittura. In un’occasione vidi un quadro della scuola del Caravaggio acquistato da mio padre mentre lo mostrava ad alcuni amici, io mi feci largo tra le loro gambe e fui letteralmente sedotta da quel dipinto e decisi da piccolissima che avrei dipinto tutta la vita.
Che lingua parla la tua arte?
Traggo la mia ispirazione soprattutto dalle mie emozioni ed esperienze di vita, dalla letteratura e dalla poesia contemporanea che traghettano sulla tela le immagini mentali traducendole in colori e forme. Prediligo  il figurativo che va verso l’ astratto, con accenni, sfocature contrapposte a spatolate dense, unendo a volte anche più tecniche pittoriche ed espressive differenti, il fine non è solo estetico ma il  raccontare ciò che a parole raramente si riesce ad esprimere, raccontare storie diverse con intensità diverse e lasciare sempre uno spiraglio interpretativo allo spettatore così da lasciare ad ognuno la libertà di una visione personale. Attraverso gli sguardi accennati, colori  intensi, cerco di esprimere la visione intima e personale del mio mondo.
A cosa stai lavorando in questo periodo e cosa stai progettando?
In questo periodo sto affrontando il tema naturalistico, vasti orizzonti marini che tendono all’astratto, con tonalità e scelte cromatiche per me inusuali per poter esprimere maggiormente la mia ricerca di dinamicità e forza espressiva, con l’obiettivo di fonderli con i miei personaggi pittorici.
Ci racconti del tuo rapporto con Santa Teresa dei Maschi e con la Contraccademia?
Ho avuto il piacere di conoscere la Contraccademia  e il suo fondatore da poco tempo e ho deciso di collaborare a questo “progetto espositivo” per la grande dinamicità e professionalità con le quali si muovono nel mondo complesso e affascinante dell’arte.
Essere artista al giorno d’oggi cosa significa per te?
Di questo lavoro amo innanzi tutto ciò che ricevo mentre dipingo, l’emozione che mi trasmette il colore sulla tela, l’astrarsi da tutto e vivere in una bolla dove non esiste né tempo né distanza, tutto viene azzerato, rimangono solo il batticuore di quando la mano cammina da sola e l’ accostarsi  di un colore dopo l’altro. È il più bel regalo che io possa fare a me stessa. Non amo che l’arte abbia condizionamenti, nè tutto il circo di incantatori di serpenti che sfruttano l’amore che gli artisti hanno per la loro arte.
Arte e Social come utilizzi il web per raccontare la tua arte?
Nel pubblicare i miei lavori sui social come Instagram, Facebook e Linkedin mi limito ad inserire la frase o la citazione che mi hanno ispirato, non descrivendo l’opera, lasciando che chi osserva faccia le proprie valutazioni e commenti. Ho iniziato a fotografare i dipinti  in “work in progress” e  ho notato che è apprezzato dai miei contatti, generando curiosità per il lavoro ultimato. Utilizzo i social anche per pubblicizzare il mio sito internet personale o i vari link ai siti che ospitano le mie opere attraverso i vari art dealers con cui collaboro.

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