Contraccademia

Racconti: viaggio nella pittura di Francesco Cardone

L’Arte come germoglio di condivisione. Nello spazio di Santa Teresa dei Maschi a Bari, il pubblico può contemporaneamente guardare una mostra e vedere artisti al lavoro o che discutono, chiunque potrà inserirsi nel dialogo, oppure osservare come nasce un’opera: un vero e proprio condominio dell’arte.

Sempre più artisti stanno sposando il progetto della Contraccademia: tra gli ultimi arrivati c’è Francesco Cardone, di Cisternino.

Sin da piccolo un forte interesse per le arti visive. Un papà fotografo e una mamma anch’essa interessata al ritratto e alla musica ne hanno fortemente influenzato la sua crescita e l’amore per le arti.  Circa 5 anni fa, dopo aver frequentato una scuola di fumetto, decide di abbandonare l’università per dedicarsi completamente alla pittura. In questi anni ha dato vita ad alcune estemporanee e mostre personali e ha partecipato a due rassegne collettive, organizzate da Bibart, classificandosi al terzo posto nella categoria informale e vincendo il premio come migliore tecnica nella medesima sezione. Il suo approccio e lo studio della sua pittura sono del tutto autodidatta e nei suoi lavori predilige utilizzare diverse tecniche e supporti. Vengono rappresentati i suoi sogni, le sue sensazioni e momenti di vita quotidiana.

Prima di porgli alcune domande per conoscerlo meglio, ecco un piccolo viaggio nella sua pittura.

 

 

Ciao Francesco! Parlaci un po’ di te: da dove nasce la tua passione per l’arte e cosa ti ispira?

Sin da bambino ho avuto una forte attrazione per tutto ciò rappresentava qualsiasi espressione artistica. Ho iniziato a disegnare molto presto, mi divertivo a ritrarre i miei nonni e coloravo i paesaggi che mia madre disegnava. Col tempo mi sono dedicato anche alla fotografia e ho sempre avuto un interesse maggiore per le materie umanistiche. Credo non ci sia niente di più potente e veritiero del segno che l’uomo riesce a lasciare attraverso la sua arte. Così facendo si riesce a dare eternità ed universalità ad un messaggio.

Che lingua parla la tua Arte?

La mia arte parla di me, di quello che vedo e sento, mi piace riportare un’immagine, che sia reale oppure onirica, su di un foglio per poi studiarne i giusti colori e il supporto da utilizzare. La musica mi aiuta tanto e credo che dipingere sia come tenere un diario, per questo spesso affianco le parole alle immagini e ai colori.

A cosa stai lavorando in questo periodo?

Ultimamente sto lavorando su bozzetti di carta e cartoncino, sono studi di scorci e ritratti di vita quotidiana. Sto riscoprendo il piacere di disegnare all’aperto, per le vie di Bari. Dipingere tra la gente ha reso la mia arte più viva e reale.

Qual è il rapporto con Santa Teresa dei Maschi e con la Contraccademia?

È da poco che sono entrato a far parte di questo collettivo, sono felice di poter confortarmi con altri artisti, gente del settore e con il pubblico. Tutto questo è motivo di grande stimolo per la mia crescita.

Come ti sta influenzando artisticamente lavorare insieme e dipingere in una chiesa?

Dipingere in chiesa ha un effetto strano, quasi surreale. Aggiunge quel senso di spirituale che è proprio e soggettivo per ogni artista.

Cosa ti piace di questo lavoro, cosa non ti piace e cosa cambieresti?

Il mio lavoro mi piace perché mi fa star bene, quello che cambierei è più il sistema che gira attorno. Vorrei visitare musei che abbiano in mostra i grandi maestri, ma che ci siano anche piccoli spazi per artisti emergenti. Vorrei che il costo dei biglietti fosse più accessibile a tutti, affinché l’arte possa avere più riscontro dal vivo e una maggiore cassa di risonanza per noi e per le generazioni future.

Come utilizzi i social per raccontare la tua arte?

I social hanno col tempo distorto la fruibilità dell’arte. Infatti se da un lato hanno reso più immediata e globale una condivisione, dall’altro hanno tolto se non del tutto eliminato il vero valore che l’arte ha in sè, e cioè poter essere apprezzata appieno soltanto dal vero. A mio modo di vedere qualunque rappresentazione artistica, vista e sentita dal vivo non ha alcun termine di paragone, è semplicemente sublime. Attualmente condivido alcuni miei lavori su un account Instagram. Francescocardone.vd

 

 

 

 

 

 

 

 

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