Contraccademia

L’artista spagnola Sara Chaparro: “La luce dei vicoli di Bari Vecchia ha ispirato la mia pittura” – Racconti

Da aprile la splendida Chiesa barocca di Santa Teresa dei Maschi, sede della Contraccademia, nel cuore di Bari Vecchia, è diventata galleria permanente, laboratorio d’arte e residenza d’arte per gli artisti stranieri.

La Contraccademia, visitabile dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30 e il sabato dalle ore 16.00 alle ore 20.00, è stata fortemente voluta da Bibart Biennale e Federico II Eventi per permettere agli artisti di confrontarsi liberamente tra loro e incontrare il pubblico durante il processo creativo, un’oasi creativa in cui l’Arte ispira e si lascia ispirare dai luoghi e dalle persone.

Un progetto sempre più internazionale. A marzo, infatti, Bibart Biennale Internazionale d’Arte ha rappresentato l’Italia a Freising (Monaco di Baviera), presso il Schafhof Europäisches Künstlerhaus per un simposio internazionale tra artisti e organizzatori di eventi culturali tedeschi, polacchi, ungheresi, ucraini.

Durante questo convegno d’arte la Biennale d’Arte di Bari è entrata a far parte di un circuito che coinvolge altre residenze in Germania, Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Da aprile la splendida Chiesa barocca di Santa Teresa dei Maschi, sede della Contraccademia, nel cuore di Bari Vecchia, è diventata dunque residenza d’arte per gli artisti stranieri.

La prima artista ospitata quest’estate a Bari è stata la giovanissima artista spagnola Sara Chaparro, classe 1989, diplomata all’Academy of Fine Arts di Monaco. Tra i suoi docenti Peter Kogler, uno dei nomi più importanti e influenti della scena artistica viennese contemporanea.

Di seguito la testimonianza di Sara su questi mesi di residenza a Bari: un’avventura in cui si è sentita a casa e si è ritrovata a dipingere ogni giorno, insieme ad altri artisti, in una chiesa in cui la luce l’ha particolarmente ispirata, permettendole di dipingere tutta la bellezza della nostra città.

Prima di porle alcune domande per conoscerla meglio, ecco un piccolo viaggio nella sua pittura.

Alcune opere dipinte nello studio personale:

 

Alcune opere dipinte a Santa Teresa dei Maschi:

 

 

 

Ciao Sara, sei la prima artista straniera ospitata a Bari, com’è stato dipingere ogni giorno in una Chiesa barocca, lavorando a stretto contatto con altri artisti? 

Quest’estate è stata un’estate diversa, potrei dire “incredibilmente creativa”. Da Monaco di Baviera sono arrivata a Bari. L’esperienza con la Contraccademia, a Santa Teresa dei Maschi è stata intensa, emotiva, piena di vita. Non succede tutti i giorni di avere la possibilità di dipingere accanto ad altri artisti, in una Chiesa splendida poi.

La luce che c’è a Santa Teresa dei Maschi, perfetta per fare i ritratti, è bellissima e ha influenzato il mio modo di dipingere. Potrei dire che la luce che c’è qui a Bari è diversa da quella delle altre città e ha modificato il mio stile, rinnovandolo. Pennelli e colori ad olio hanno subito la bellezza e il fascino di Bari, adattandosi all’atmosfera magica di questo luogo.

Perfettamente integrata con gli altri artisti, che mi hanno accolta con un affetto incredibile, qui a Bari mi sono resa conto di quanto mi mancasse il rapporto diretto con altri artisti che avevo avuto negli anni di studio a Madrid e a Monaco. La possibilità di vedere dal vivo altri metodi di lavoro, di scambiare opinioni con gente che, alla fine, ha degli interessi simili, ma naturalmente diverge dai tui punti di vista, non può essere altro che fruttuosa, ti fa sentire viva, ti spinge a concentrarti maggiormente sul tuo lavoro e fa evolvere il tuo stile.

È importante che tra gli artisti si comunichi e ci si incontri, al di là degli spazi espositivi. Credo sia fondamentale vedere altro e vedere attraverso gli occhi degli altri artisti, discutere dei propri lavori e di quelli degli altri, al di fuori di contesti istituzionali, formali e rigidi.

Non credo in questa idea dell’artista improvvisamente colto da una illuminazione, tutto da solo nel suo studio, neppure della originalità romantica. Tutti lavoriamo rifacendoci a una determinata tradizione, e tutti ci prendiamo le cose degli altri. Perciò è fondamentale promuovere questo tipo d’iniziativa come la Contraccademia, gruppo artistico indipendente, autogestito e inclusivo.

Cosa significa per te dipingere?

Non saprei dare una risposta soddisfacente, posso solo dire che dipingere o produrre oggetti che si possono considerare “estetici” è una tendenza personale irrinunciabile e “irrimediabile”.  A volte dipingere sembra una sorta d’evasione, la mia preferita. Altre volte ancora è una questione difficoltosa, perché qualsiasi cosa della vita quotidiana non solo dell’arte, che possa rivelare la profondità del carattere umano, implica un lavoro introspettivo importante: devi passare attraverso una sofferenza per far fiorire un’idea.

Per me l’arte è sociale, non social. Ho soltanto un sito web e Youtube, che uso come portfolio online; i social non mi interessano. Mi piace che la mia pittura subisca l’influenza della vita -quella reale- mia, degli altri e degli altri artisti. Mi piace osservare molto il lavoro degli altri pittori, far sì che la loro arte sia uno stimolo per concentrarmi sul mio lavoro, invogliandomi a raccontare nei miei quadri esperienze di vita mai banali.

Che lingua parla la tua Arte?

Se ci penso, anche in questa intervista ho detto “io dipingo”, ma non è del tutto esatto. La mia Arte è poliglotta, parla più lingue:  io scrivo, compongo musica, suono, faccio riprese video. Da qualche mese, infatti, sto girando dei video attraverso una camera oscura, “un apparecchio ottico ampiamente utilizzato dalla fine del 600 che consente al pittore di riprodurre su di una superficie bidimensionale la complessità di uno spazio tridimensionale, ottenendo parallelamente un efficace controllo delle luci e delle ombre”.

La camera oscura  produce immagini di una qualità cromatica bellissima, quasi pittorica; l’obiettivo è riprodurre una immagine che potremmo definire filmica, non nel senso cinematografico, ma narrativo perchè regala allo spettatore un’immagine di pittura in movimento più contemplativa.

A Bari l’ho utilizzata spesso per riprendere vicoli, volti e strade: ho con me qui a Monaco un ricordo pittorico di una città che porterò sempre nel cuore.

BIOGRAFIA

Sara Chaparro (Ávila, 1989) è doppiamente laureata in Belle Arti per l’Università Complutense di Madrid in 2012 e l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera in 2018. Il suo lavoro artistico è stato esposto in numerose mostre di diversi paesi comunitari, nonché acquisito e riconosciuto per prestigiosi istituzioni è società come il BMW Group.

Nel 2019 ottiene una residenza artistica a Bari, concessa da Bibart, nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi. Attualmente abita e lavora a Monaco di Baviera.

 

 

 

 

 

 

 

 

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