Line-o-Type

Il Museo Diocesano della Diocesi di Lucera-Troia: una sfida per la fruizione e la conoscenza dei Beni della Diocesi

Il nostro Museo del Palazzo Vescovile di Lucera è uno dei Musei della nostra diocesi, voluto e incoraggiato da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Francsco Zerrillo, nostro Vescovo Emerito. Egli nel 1998 accolse la nostra proposta di allestire nei due saloni di rappresentanza, appena restaurati, una prima Mostra per iniziare a mostrare ai fedeli una parte dei beni che in quegli anni avevamo catalogati in tutta la diocesi. Piano piano, con la catalogazione, iniziavamo a conoscere la grande ricchezza dei beni artistici, in qualche caso “ritrovati”, delle nostre parrocchie. Nasceva così anche la necessità di “riconsegnare” alla comunità, attraverso la fruizione degli stessi, questo immenso patrimonio che “racconta” il nostro territorio. Ogni bene artistico racconta la storia e la devozione di tante piccole comunità che, nel corso dei secoli, hanno lodato Dio anche attraverso la committenza di opere preziose, scegliendo artisti, argentieri e marmorari importanti che avevano bottega a Napoli e non solo (basti pensare agli orafi sulmonesi, a G. Colombo, a I. Borghese, al Cati e alla famiglia molisana dei Di Zinno). Il nostro Museo Diocesano, è un “luogo privilegiato” dove le opere sono meglio apprezzate e offerte al godimento dell’intera comunità diocesana. Per questo l’Ufficio Diocesano per i beni culturali cerca di realizzare questo impegnativo programma anche attraverso mostre annuali. Singoli cittadini, intere famiglie, turisti, scolaresche ritornano a visitare il Museo perché puntualmente richiamati da questi eventi culturali. E’ il modo migliore per far vivere il Museo! Esso non resta, così, solo un luogo di custodia solitaria di pochi beni ormai “in disuso”, ma resta un’occasione di conoscenza del ricco patrimonio di fede che, in vario modo e in diverse epoche, hanno segnato la ricca storia religiosa e politica del nostro territorio. Fondamentale per il raggiungimento di questo alto ideale è il servizio che l’Associazione diocesana “III Millennio” offre ai tanti visitatori che scelgono di visitare il nostro Museo. L’Associazione è composta da bravi e generosi volontari che, formati da corsi annuali, accompagnano con discrezione e delicatezza i visitatori, aiutandoli a saper cogliere anche quel “di più” di catechesi e di idea teologica che ogni opera offre.

Ultimo momento di grande interesse culturale è stata la presentazione degli scavi effettuati dall’Istituto Germanico di Roma sul sito di Tertiveri, con la conseguente Mostra sui reperti, tra cui spicca soprattutto il prezioso pastorale di un Vescovo (ignoto) datato tra il 1180 e 1250. Siamo in attesa di mostrare anche i reperti che l’Università di Foggia ha ritrovato nella campagna di scavi effettuata presso l’antico sito della diocesi di Montecorvino.

Il nostro Museo occupa la cosiddetta zona nobile” o di “rappresentanza” del Palazzo episcopale voluto dal Vescovo Fusco nella seconda metà del XVIII secolo, come sua dimora ampliando il cinquecentesco palazzo dei vescovi di Lucera. Si estende su una superfice di circa seicento metri quadri. Comprende sei sale, la cappella privata del Vescovo e i due maestosi saloni. Le opere fisse presenti sono state recuperate nei decenni passati da Cappelle abbattute o siti caduti per vetustà, oppure opere facilmente a rischio per l’incuria o la possibile alienazione. Ospitiamo opere di grande pregio, che i pastori in passato hanno pensato bene di conservare in Episcopio perché è un luogo più protetto. C’è una zona particolarmente “preziosa” del Museo. L’ultimo salone ospita una piccola parte dei preziosi oggetti che nel corso degli secoli sono stati donati o acquisiti e che costituiscono il cosiddetto Tesoro del Capitolo Cattedrale di Lucera. È in mostra permanente la cosiddetta “Pisside arabo-sicula” sec XIII, il camice del Beato Agostino 1323, il “Dittico” sulmonese sec. XIV, e gli ori votivi del simulacro di Santa Maria Patrona.

Mons. Luigi Tommasone

Responsabile per i Beni Culturali della Diocesi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *